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Natalia Goncharova, tra Gauguin, Matisse e Picasso 

Palazzo Strozzi, a partire dal 28 settembre e fino al 12 gennaio 2020, celebra Natalia Goncharova, straordinaria figura femminile dell’arte del Novecento, attraverso una grande retrospettiva che ripercorre la sua vita controcorrente e la sua ricca e poliedrica produzione a confronto con capolavori di celebri artisti come Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso e Umberto Boccioni provenienti dalle collezioni dei più prestigiosi musei internazionali

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12 comments

  1. Mi affascina l’idea dell’artist di intrecciare un dialogo con due opere del Museo di Firenze -la Maddalena Penitente di Donatello e la Pietà Bandini di Michelangelo-attraverso un video dell’artista Bill Viola capace di assecondare il Suo intuito di artista alla ricerca dell’umanità- in questo “macchinismo infernale” del nostro Tempo

  2. Il cinquecento a Firenze rivissuto nel 2017 dai visitatori di palazzo Strozzi. L’educazione, sopra ogni interesse, e così è. Una mostra curata con raffinatezza ed attenzione, uno sciabordio di colori riportati alla luce dai restauri, di stili e di storia.
    È un’esperienza che straborda di emozioni fino alla commozione.
    Un ringraziamento per chi ha permesso la realizzazione di questa meravigliosa mostra e una stretta di mano ai curatori.

  3. Ciao a tutti….io sono Gianluca e sono stato alla mostra con la mia classe.
    Chiara, la guida che ci ha accompagnato per la mostra ed i laboratori, è stata bravissima e gentile: ci ha spiegato tante cose belle….come osservare e divertirsi a guardare i dipinti….e ci ha anche spiegato come fare a diventare pittori. Sono stato benissimo insieme a Chiara, la mia classe e le mie maestre.
    Saluti Gianluca.

  4. increscioso il fatto che per comprare i biglietti on line non sia previsto il sistema basato su Paypal.
    A me è costato cinque euro in più

  5. Da artista, amante della cultura, semplice cittadino, resto disgustato dal trattamento economico e morale che avete riservato agli artisti partecipanti alla retrospettiva su Marina Abramovic.
    Esprimo la mia più viva solidarietà a tutti gli artisti coinvolti in questa triste (l’ennesima) vicenda

    • Salve Andrea,

      La Fondazione ha risposto ufficialmente sul tema dei contratti dei performer emerso da articoli che riportavano informazioni inesatte e incomplete.
      Le lascio i link nei quali troverà i commenti sul tema: Exibart e La Nazione. Detto questo ci preme sottolineare come la formazione dei performer stia procedendo secondo programma nell’entusiasmo di tutti i partecipanti in attesa dell’inaugurazione della mostra

  6. MERAVIGLIOSO!
    VENT?ANNI FA NEL 1998 VENIVO ALLE VOSTRE INTERESSANTI CONFERENZE.
    QUEST’ANNO HO VISITTO PER BEN SEI VOLTE PALAZZO STROZZI!
    TUTTE LE VOLTE CHE LO DIMENTICO, ME LO RICORDA LA BANCONOTA DA 1000 FRANCHI SVIZZERI CHE PURTROPPO ENTRO POCHI ANNI SARà SOSTITUITA CON NUOVO CONIO.
    ANCKE LA RICEZIONE è VERAMENTE DEGNA E SIGNIFICA CHE IL RINASCIMENTO è SEMPRE PRESENTE NELLA CITTà CHE è UN ETERNO FIORE.
    FERRUCCIO PONZINI

  7. Mostra impeccabile, curata nei minimi dettagli: complimenti ai curatori.
    Marina Abramovic, performer formidabile, un cammino nella vita dell’artista, un vortice di emozioni tra vita, amore e morte.
    Ma ahimè devo esprimere il mio disappunto sulla gestione numerica degli ingressi alla mostra. Forse complice il giorno scelto per visitarla: domenica. Rimane inaccettabile il numero spropositato delle persone all’interno delle sale, non si respira, non si riesce a vedere niente se non a gomitate e spintoni tra la “mandria” perduta che vaga senza coerenza tra le esibizioni. Ho trovato difficile calarmi nello stato d’animo meditativo che forse la performer avrebbe voluto trasmettere agli spettatori.
    Nonostante Palazzo Strozzi abbia sempre ospitato e gestito in modo esemplare diverse mostre di alto livello, questa volta rimango delusa; non tanto per la numerosa affluenza dei visitatori (comprensibile alla chiusura della mostra), ma forse per la grossolana volontà dell’organizzazione di “sbancare il botteghino” al suo termine. Trovo tutto ciò irrispettoso verso l’artista e i performers che riproducono le esibizioni ma soprattutto verso le stesse persone che pagano un biglietto non poco “salato” per assistere a una mostra potenzialmente grandiosa.

  8. Vorrei complimentarmi e rendere onore a Chiara una guida professionista giovane ed appassionata che ci ha accompagnato domenica 5 Maggio nella visita alla Mostra sul Verrocchio.
    Accurata, simpatica, elegante, ci ha condotto in un percorso artistico illustrandoci l’evoluzione che Verrocchio ha dato all’Arte in maniera semplice ma dettagliata con esempi e sfumature .

    Chiara, mi complimento qui con Lei e spero che le riferiscano quanto scrivo.

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